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Ricovero Umanitario Riyadh Aaskar Hameed

  • di

Soggetti beneficiari: Ryhad

Città/Regioni coinvolte: Udine, Cividale del Friuli

Periodo di realizzazione: settembre – novembre 2017

Fonte di finanziamento: Raccolta fondi da privati

Costo complessivo: 5.324,39 euro

Stato progetto: Concluso


Un giovane operatore umanitario appartenente alla minoranza Shabakh di Mosul Est, RIYADH AASKAR HAMEED e’ l’unico sopravvissuto ad un atto suicida avvenuto a Mosul Est dopo la liberazione, il 5 febbraio 2017, nel corso di una distribuzione di aiuti alla popolazione civile. Durante l’attacco sono deceduti il fratello minore, uno zio ed altre quattro persone.

Iracheno, trent’enne, Ryhad ha ricevuto la prima assistenza sulla linea e poi sottoposto ad intervento chirurgico a seguito del quale le lesioni traumatiche e le ustioni sono progressivamente migliorate ma non sarebbe sopravvissuto alle gravi lesioni arteriose e neurologiche per le quali era necessario un intervento che in Iraq non era possibile effettuare.

         

Dalla documentazione clinica che ci è stata fornita,  il giovane Riyadh aveva la necessita’ di una presa in carico multidisciplinare ed un intervento di alta specializzazione, la carotide era lesionata provocando un grosso ematoma, arterie distrutte e dissolte. La Regione Friuli Venezia Giulia e l’Azienda Ospedaliera  Universitaria Integrata Santa Maria della Misericordia di Udine si sono prontamente rese disponibili.

La nostra Associazione insieme ad Auxilia Foundation, è stata interpellata per fornire il supporto logistico, sostenere il costo dei voli e trasferimenti e trovare una sistemazione abitativa provvisoria al padre che accompagnava il ragazzo in Italia. Attivati immediatamente, l’11 di settembre Ryhad ed il padre sono arrivati all’aeroporto di Venezia e da li trasferiti, dai nostri volontari, all’Ospedale di Udine ed al Civiform di Cividale del Friuli

Solo il lavoro di squadra  dei diversi Enti naturalmente ha permesso la buona riuscita del progetto. Ryhad recuperato del tutto a seguito dei due interventi subiti ed il padre Askar, sono rientrati in Iraq il 9 di Novembre scorso